
In questo blog vorrei condividere con voi quello che io sento fortemente come "desiderio", purtroppo spesso represso, di toccare l'opera d'arte.
Vorrei che esperti e non del settore mi narrassero le esperienze sensoriali e conseguentemente concettuali che hanno sperimentato.
Che idea meravigliosa.
RispondiEliminaAnch'io spesso ho sentito questo impulso e mi sono trattenuta. Mi viene in mente la levigatezza di alcune statue sulla quale avrei voluto far scorrere le dita!
Potrebbe forse diventare uno spunto per una nuova forma d'arte?
Oppure, le tecnologie potrebbero permettere di accedere a questo tipo di esperienza senza compromettere l'opera d'arte. Penso che l'equilibrio fra una fruizione totale individuale, che potrebbe anche prevedere immediatamente un contatto diretto e l'universalità, che necessariamente deve tener conto del rischio di "usura", possa diventare la nuova prossima sfida per l'"accesso" alla cultura. Questo è sicuramente un campo esperto, ma qualcuno ne sarà capace.
Coraggio, fatevi avanti!
Certo, sarà una delle sfide future della tecnologia.
RispondiEliminaCiao Rossella,
RispondiEliminaho lavorato molti anni nella catalogazione di opere d'arte e l'esperienza tattile ( unita a quella visiva) l'ho dovuta fare anche per lavoro. Ho catalogato Kimono giapponesi del museo orientale di Vewnezia, ho avuta la fortuna di studiare e toccare tessuti antichi, argenterie e vedere e toccare da vicino tele di importanti pittori.
Toccare questi manufatti personalmente mi ha dato la sensazione di rivivere il momento esatto in cui o per cui sono stati creati, è stato come entrare dentro ad una pagina di storia, tant che per molto tempo ho pensato di scrivere racconti sul tema ( la scrittura è una delle mie passioni).Tuttavia penso che l'esperienza tattile assoluta te la dia la scultura, di legno, di marmo, di bronzo. Chiudi gli occhi e la materia vibra tra le tue dita e il pensiero si eleva e matura orizzonti nuovi.A presto Francesca Capra